Nel XXI secolo, la sostenibilità è uno degli obiettivi più importanti nello sviluppo complessivo di un’azienda. Non tutti i soggetti rappresentativi del mercato trattano l’ambiente in modo responsabile, ma ogni azienda dovrebbe preoccuparsi dei problemi legati all’inquinamento e ridurre al minimo l’impatto negativo del proprio processo produttivo sull’atmosfera.
Ridurre al minimo le emissioni di CO2 durante il trasporto degli imballaggi nel contesto degli obiettivi delle Nazioni Unite
Le Nazioni Unite hanno definito 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile, importanti anche per l’Ucraina, che vengono rivisti ogni anno dalla commissione nazionale. Tra questi c’è
l’obiettivo numero 13 – Azione climatica, che dovrebbe essere perseguito anche dai
produttori. Il suo scopo principale è quello di impegnarsi per garantire le normali condizioni di vita delle persone, che sono direttamente correlate alle attività dello Stato e delle industrie. L’obiettivo riguarda le emissioni di CO2 nell’atmosfera, direttamente collegate al riscaldamento globale.
Secondo la Voluntary National Review of the Sustainable Development Goals, gli ultimi 5 anni hanno mostrato una situazione negativa nei riguardi del 13° obiettivo, ovvero un aumento delle emissioni di CO2 e di gas serra. Tuttavia, c’è un aspetto positivo: dal 2015, la crescita del PIL non è necessariamente accompagnata ad un aumento delle emissioni di CO2, come invece accadeva in precedenza. Ciò è dovuto principalmente all’inizio dell’attuazione attiva delle politiche di efficienza energetica e all’atteggiamento responsabile di alcuni produttori nei confronti delle emissioni di CO2.
Il rapporto, redatto dalla Conferenza europea dei ministri dei trasporti, afferma che il ricorso ai trasporti rappresenta circa il 31% delle emissioni totali di CO2.
La produzione ed il consumo di prodotti alimentari, e quindi gli imballaggi, sono una fonte di emissioni di CO2 e hanno un impatto diretto sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Il livello di emissioni di CO2 durante il trasporto dipende dalle dimensioni e dal materiale dell’imballaggio. Quanto più basse sono le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione e dal trasporto degli imballaggi, tanto più quest’ultimi sono rispettosi dell’ambiente.
Bag-in-box – un imballaggio flessibile per prodotti liquidi e pastosi, che consiste in una sacca multistrato ad alta resistenza inserita in un involucro rigido (scatola di cartone, fusto,
astuccio, ecc.). Le confezioni Bag-in-box soddisfano tutte le esigenze del mercato, in quanto dispongono di un’ampia gamma di formati di sacche, da 2 a 220 litri.
È opportuno sottolineare che le emissioni di CO2 nell’atmosfera durante il trasporto delle confezioni Bag-in-box sono molto più basse rispetto ad altri tipi di imballaggio.
Secondo il Nordic Report pubblicato nell’agosto 2010, per il trasporto di 1000 litri di vino in confezioni Bag-in-box da 5 litri vengono emessi 107 kg di CO2, 164 kg di CO2 se in confezioni da 1,5 litri, mentre per il trasporto in bottiglie da 0,75 litri vengono emessi 875 kg di CO2.
L’imballaggio flessibile è più ecologico rispetto a quello rigido per i seguenti motivi:L’imballaggio flessibile è più ecologico rispetto a quello rigido per i seguenti motivi:
Pertanto, il passaggio all’imballaggio flessibile non solo contribuisce allo sviluppo delle aziende, ma presenta anche notevoli vantaggi rispetto all’imballaggio rigido nel contesto dello sviluppo sostenibile. È già possibile ordinare gli imballaggi Bag-in-box, costituiti esclusivamente da polietilene. Attualmente stiamo testando in produzione una struttura- barriera priva di poliammide e composta al 96% da polietilene.